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Valtellina Lavoro compie 25 anni: come è cambiato il mondo del lavoro dopo quasi 30.000 colloqui?

Dal 2001 a oggi 940 incarichi di ricerca e selezione, 220 aziende, 3.000 test e 500 assessment. Da Sondrio l’attività si è progressivamente estesa anche alle province di Lecco e Como e ad altri territori italiani. In 25 anni il mercato si è capovolto: oggi sono le aziende a dover trovare e attrarre le persone.

Nel 2001 LinkedIn non esisteva, i social network nemmeno, gli annunci di lavoro si pubblicavano ancora prevalentemente sui giornali e buona parte dei curricula arrivava per posta. A Sondrio, in un piccolo monolocale fino ad allora utilizzato come magazzino, 25 anni fa nasceva Valtellina Lavoro, con un’idea allora innovativa per il territorio: mettere competenze professionali nella ricerca e selezione al servizio delle imprese e delle persone.

Venticinque anni dopo, i numeri consentono di misurare una parte del percorso: 940 incarichi di ricerca e selezione, quasi 30.000 colloqui, 3.000 test somministrati, 500 assessment di carriera e 220 aziende affiancate, con attività sviluppate complessivamente in dieci province italiane.

Un’esperienza nata in provincia di Sondrio e progressivamente cresciuta anche verso Lecco, Como e la Lombardia settentrionale, senza perdere il forte legame con il mercato del lavoro locale.

“Se guardiamo indietro – osserva Valerie Schena Ehrenberger, fondatrice di Valtellina Lavoro – il cambiamento più interessante non riguarda la tecnologia, ma il rapporto tra aziende e persone. Per molti anni il problema era soprattutto mettere in contatto persone che cercavano lavoro e aziende che cercavano collaboratori. Oggi possiamo comunicare con chiunque e ovunque, ma trovare alcune professionalità è diventato molto più difficile. Se ci chiediamo se una persona sia adatta ad una certa azienda, dobbiamo porre un’altra domanda, forse più importante: perché questa persona dovrebbe scegliere proprio noi?”.

“I dati Excelsior-Unioncamere recentemente pubblicati, infatti, parlano del 44% dei profili ricercati dichiarati difficilmente reperibile in Lombardia. Per le figure tecniche specializzati si arriva anche a oltre l’80%.”, continua Schena.

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