IL RUOLO CRUCIALE DELLA CONSULENZA NELL’ERA DELL’INDUSTRIA 5.0
Verso un ecosistema produttivo umano-centrico, sostenibile e performante.
Nel corso degli ultimi decenni il settore industriale ha vissuto una trasformazione profonda, passando dalla meccanizzazione all’avvento delle tecnologie digitali per poi affrontare l’automazione dell’Industria 4.0. Ora, all’orizzonte, si profila una nuova rivoluzione: l’Industria 5.0. Non si tratta semplicemente di una nuova fase tecnologica, ma di un vero e proprio cambio di paradigma, in cui l’essere umano torna al centro della scena, affiancato da un’attenzione crescente alla sostenibilità e alla performance dei sistemi produttivi. In questo scenario, il ruolo della Consulenza assume una rilevanza strategica senza precedenti.
L’Industria 5.0 si distingue per la sua visione umanocentrica: la tecnologia, lungi dall’essere fine a se stessa, diventa uno strumento per valorizzare le competenze umane, migliorare la qualità della vita lavorativa e rispondere alle sfide ambientali e sociali. Si parla di una manifattura che integra intelligenza artificiale, robotica collaborativa, Internet of Things e Big Data, ma che al tempo stesso non può prescindere dalla strategia che nasce dal contributo intellettuale del capitale umano.
In questo contesto, le imprese sono chiamate non solo ad adottare nuove tecnologie, ma a ripensare i propri modelli organizzativi, le proprie strategie e persino la propria cultura aziendale. Ed è qui che la Consulenza diventa un partner imprescindibile.
Se in passato il consulente era spesso visto come un risolutore di problemi specifici o come un esperto tecnico da ingaggiare a progetto, oggi il suo ruolo si amplia e si trasforma. Nell’Industria 5.0 il consulente è innanzitutto un facilitatore del cambiamento, un “ponte” tra le esigenze del business, le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e le aspettative di tutti gli stakeholder, inclusi i dipendenti e la società civile.
La Consulenza accompagna le aziende in un percorso di trasformazione che va ben oltre l’implementazione di nuovi strumenti digitali. Si tratta di guidare una vera e propria rivoluzione culturale, aiutando le organizzazioni a sviluppare una maggiore flessibilità, capacità di apprendimento continuo e orientamento ad un’innovazione che sia anche responsabile.
La figura del consulente nell’era dell’Industria 5.0 è competitiva perché dotata per natura di competenze trasversali: non solo conoscenze tecnologiche, ma anche capacità di ascolto, empatia, gestione del cambiamento e visione strategica. È una figura che sa parlare tanto il linguaggio degli ingegneri quanto quello dei manager HR, che comprende le sfide che scaturiscono da un business in continua evoluzione in tutti i settori e sa tradurle in azioni concrete per l’azienda.
Inoltre, la consulenza è chiamata a formare nuove professionalità, promuovendo programmi di upskilling e reskilling per i lavoratori, affinché possano cogliere le opportunità offerte dalla collaborazione uomo-macchina e contribuire attivamente all’innovazione.
Uno degli elementi cardine dell’Industria 5.0 è la sostenibilità. Le aziende sono sempre più chiamate a integrare criteri ESG (Environmental, Social, Governance) nelle proprie strategie, non solo per rispondere alle normative, ma per generare valore nel lungo periodo e rafforzare la propria reputazione.
La Consulenza, in questo senso, svolge un ruolo fondamentale: aiuta le imprese a misurare e ridurre il proprio impatto ambientale, a progettare processi produttivi circolari e a promuovere un approccio etico e trasparente nei confronti di tutti gli stakeholder. Solo un cambiamento graduale, ma profondo può davvero consolidarsi e produrre benefici duraturi.
L’esperienza della pandemia, le tensioni geopolitiche e le crisi climatiche hanno mostrato quanto sia fondamentale, oggi più che mai, costruire organizzazioni capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e di resistere agli shock esterni. La Consulenza supporta le aziende nella definizione di strategie di risk management, nella diversificazione delle catene di fornitura e nella creazione di ecosistemi collaborativi in cui la condivisione delle conoscenze e delle risorse diventa un vantaggio competitivo.
In definitiva, la Consulenza nell’Industria 5.0 non è più una voce accessoria, ma un fattore abilitante, un alleato nel percorso verso una produzione più intelligente, sostenibile e umana. Solo attraverso una collaborazione stretta fra imprese, consulenti, istituzioni e comunità sarà possibile affrontare con successo le sfide di questa nuova era. Ed è per questo che, come Assoconsult, pensiamo che il futuro dell’industria sarà tanto più prospero quanto più saprà mettere al centro la persona, valorizzando la tecnologia come mezzo e non come fine, e affidandosi alla Consulenza non solo per risolvere problemi, ma per costruire insieme una visione condivisa e responsabile del progresso.
La strada verso l’Industria 5.0 è appena iniziata, ma una cosa è certa: chi saprà farsi guidare con saggezza e lungimiranza, affidandosi a chi da sempre è capace di interpretare il cammino mentre lo si affronta, avrà le carte in regola per trasformare ogni cambiamento in una nuova opportunità di crescita e successo.
Editoriale di Luigi Riva pubblicato su Il Sole 24 Ore