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HUNTERS GROUP | Trasparenza & Governance: le nuove Priorità per le Imprese alla prova del D.Lgs. 96/2026

I risultati dell’indagine dell’Osservatorio sul recepimento della Direttiva UE 2023/970 e l’impatto sulla ricerca e selezione

L’entrata in vigore della Direttiva Europea 2023/970, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 96/2026, introduce nuove regole a tutela dei lavoratori, ridefinendo la governance retributiva e le dinamiche dei colloqui di lavoro. L’indagine svolta dall’Osservatorio di Hunters Group approfondisce il livello di conoscenza della normativa, le incomprensioni operative più diffuse e il grado di prontezza percepito nel mercato del lavoro.

Dallo studio emerge una marcata distanza tra la notorietà della legge e la reale preparazione operativa. Sebbene l’85,4% del campione dichiari di aver sentito parlare della normativa, solo il 22,0% ne conosce i dettagli applicativi. Persistono inoltre rilevanti falsi miti: il 9,6% dei rispondenti crede ancora che un’azienda possa richiedere lo storico retributivo (RAL) durante un colloquio — prassi espressamente vietata dall’art. 5 del Decreto —, mentre il 5,2% ritiene di poter accedere allo stipendio esatto dei singoli colleghi anziché ai soli dati medi per livello di inquadramento. La conoscenza effettiva della norma risulta più elevata tra le lavoratrici rispetto ai lavoratori (64,3% di risposte esatte nel test di verifica contro il 48,9%). A livello organizzativo, le funzioni HR e ICT guidano la preparazione, mentre la Direzione/Management registra i punteggi di conoscenza più bassi.

Il giudizio sulla prontezza del tessuto imprenditoriale evidenzia una spiccata sfiducia: la valutazione media della preparazione delle aziende italiane si attesta a soli 3,9 punti su 10, con il 62,1% dei partecipanti che giudica le imprese impreparate. Le cause principali risiedono nella resistenza culturale verso la condivisione della RAL (37%), nella carenza di processi HR formalizzati soprattutto all’interno delle PMI (28%) e nel timore di un’applicazione solo formale della legge (22%).

Nonostante le criticità, la trasparenza retributiva viene identificata dal 39,0% dei lavoratori come una leva determinante per incrementare l’attrattività aziendale e l’equità nel recruiting. Per le associazioni di categoria e le imprese associate, le evidenze dello studio sottolineano la necessità strategica di guidare le organizzazioni nella formalizzazione delle politiche salariali, trasformando l’adeguamento normativo in un’opportunità di attrazione e fidelizzazione dei talenti.

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